Gita Oasi Floristica della Selva di Castelfidardo

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SELVA DI CASTELFIDARDO

La Selva è stata sottoposta a vincolo paesaggistico con la Legge n.1497/1939 (legge
per la tutela delle bellezze naturali), vincolo successivamente esteso anche alle zone
 limitrofe circostanti, in particolare a quelle perifluviali dei Fiumi Aspio e Musone
e del Monte San Pellegrino, al fine di non alterare le caratteristiche del paesaggio
rurale rimasto integro, legato alla memoria della storica e famosa Battaglia di
Castelfidardo del 18 settembre 1860 per l’Unità d’Italia, ricordata anche dai cippi
descrittivi dellefasi di battaglia sparsi nel territorio e dai monumenti storici
presenti a Castelfidardo e zone limitrofe.
La Selva, che ricopre il versante nord del rilievo collinare detto Colle di Monte Oro,
compreso tra  15-20 m di quota delle pendici basali e 122 m del tratto più elevato,
dista circa 4 Km dal Mare Adriatico e 8 Km dal Monte Conero, ed è stata riconosciuta
nel 1981 dalla Regione Marche come “Area Floristica Protetta” (Legge regionale
n.52/1974), mentre con il Progetto Bioitaly (Ministero dell’Ambiente, Direttiva
92/43/CEE “Habitat” e Rete Natura 2000), essa è stata proposta come Sito di Importanza
 Comunitaria (S.I.C.). Occupa una superficie di circa 36 ettari, mentre agli inizi del
 XVII secolo era estesa fino alla costa (in alcuni cabrei risultava di 350 ettari),
tanto da essere denominata, nella porzione compresa tra i Fiumi Musone e Aspio, “Selva
 tutta in piano”. Nonostante la vicinanza del Parco Regionale del Conero che presenta le
 caratteristiche tipiche di vegetazione mediterranea, la Selva per la sua esposizione
settentrionale, la geologia, la morfologia e la falda freatica superficiale, interessa un microclima
fresco-umido (fitoclima submediterraneo), con vegetazione mesofila. La Selva è
costituita da numerosi esemplari di querce secolari appartenenti a specie diverse. In
senso fisionomico la vegetazione della Selva comprende lo strato arboreo (solo specie
caducifoglie), arbustivo (basso e alto), lianoso, erbaceo e muscinale.
La flora briologica risulta costituita di 68 taxa di cui 8 Epatiche e 60 Muschi, che
vegetano prevalentemente sul terreno e sul tronco degli alberi fino ad un’altezza di 50
 cm circa.
La flora lichenica della Selva di Castelfidardo è caratterizzata quasi esclusivamente da
 specie epifite.
Nel sottobosco infine, sono presenti anche numerose specie fungine di notevole rilevanza
 micologica, tra cui il pregiato ed autunnale porcino nero (Boletus aereus).
Inoltre sono presenti nello stesso habitat le tre specie di carpini protetti dalla Legge
regionale n.6/2005 e tutte le altre 19 specie arboree protette dalla suddetta legge. Tali
aspetti vegetazionali sono stati oggetto di ricerche e studi da parte di Botanici
dell’Università di Camerino e di Ancona e di studenti che hanno svolto stages formativi
all’interno della Fondazione Ferretti.
Lo strato arboreo è costituito dalle caducifoglie roverella, cerro, orniello, carpinella,
carpino nero e bianco, farnia e rovere, che si associano a seconda delle condizioni
ecologiche (esposizione, pendenza, tipo di substrato, ecc.), in più fitocenosi, di cui la
più caratterizzante è il “rubio-carpineto”, fitocenosi affine ai “querco-carpineti” che un
tempo ricoprivano la Pianura Padana e dai quali differisce per la presenza di specie
mediterranee. Nella Selva sono presenti anche piccoli impianti di conifere, mentre qua e là
 orlano il bosco relitto le esotiche naturalizzate robinia, ailanto, marruca e maclura.
Per la fauna della Selva e del territorio limitrofo sono state avviate osservazioni che
hanno permesso di riconoscere: tra gli Uccelli, più specie di Corvidi (ghiandaia, gazza
 e cornacchia), Strigiformi (predatori notturni), predatori diurni, Columbidi (colombaccio),
insettivori (gruccione e upupa, rigogolo), Passeriformi e Silvidi (capinera, cince, luì,
pettirosso e cardellino) e Sturnidi (storno); tra i Mammiferi, riccio, talpa, moscardino,
ghiro, topo selvatico, volpe, tasso, istrice; tra gli Anfibi, rane, rospi (Anuri), tritone
crestato e comune (Urodeli); tra i Rettili, biacco, biscia dal collare, saettone e orbettino.
Dal punto di vista litologico la sommità del rilievo della Selva è costituita da banchi
arenacei, la parte media, con leggera curvatura a settentrione che delinea un anfiteatro, è
formata da litotipi arenaceo-pelitici, mentre nel fondovalle pianeggiante si rinvengono
depositi alluvionali.
La zona immediatamente attigua alla Selva è caratterizzata da un territorio d’interesse
multidisciplinare: campi agricoli, fossi, incolti, fiumi, un piccolo bosco alloctono di
Cipressi e Pini d’Aleppo, un oliveto di 15 ettari con 636 esemplari di Olivo, che ricopre
gran parte del versante gradonato esposto a sud; le vallate dei fiumi Aspio e Musone, legati
dalla storica bonifica del 1403 (chiamata per questo Scossicci), che ha fatto diventare una
fertile pianura quella che in origine era un’area a forte impaludamento, endemicamente malarica,
 limitata dai due corsi d’acqua a foci distinte: il risultato si è ottenuto deviando verso Nord
il corso del fiume Musone consentendogli di catturare il torrente Aspio, oggi affluente di
sinistra, che si unisce al Musone ad appena 1.5 km dalla foce; il Monte San Pellegrino, con la
sua rilevanza geologica e paleontologica, dove vi si trovano affioramenti di strati
pleistocenici, uniti a ritrovamenti archeologici dell’Età del Bronzo.
Nonostante il particolare pregio vegetazionale e gli habitat vegetali rari e in via d’estinzione
in ambito regionale, l’area si trova in una situazione di forte fragilità perché sottoposta a
continue e crescenti pressioni antropiche, dovute alla presenza di zone industriali, residenziali
 e commerciali nel territorio limitrofo.
Sono presenti nel bosco della Selva 13 sentieri (cartografati su base topografica, scala 1:4.000
 in “Carta della Vegetazione della Selva di Castelfidardo e del territorio circostante”)
percorribili a piedi ed alcuni accessibili da più punti, per dare possibilità a tutte le
persone di conoscere questo “gioiello” naturalistico rimasto intatto nelle sue caratteristiche.
Data l’importanza della Selva di Castelfidardo e le attività culturali ed ambientali ivi
svolte da oltre 25 anni, la Regione Marche vi ha istituito nel luglio 2001 con D.P.G.R.
n.126/2001 il Laboratorio Territoriale C.E.A. “Selva di Castelfidardo”, oggi classificato
come Centro di Esperienza.
Il C.E.A., che svolge principalmente attività di progettazione ed erogazione di servizi di
informazione, formazione, educazione ambientale ed è l’unico del suo genere nel territorio
sopra considerato, ha
dato una svolta importante alle attività con le scuole: da semplice attività

volontaristica, l’educazione ambientale e culturale è divenuta una vera e propria attività
professionale, grazie agli operatori del C.E.A. che progettano e realizzano laboratori
didattici calati sulle esigenze dei programmi scolastici ma basati sulla conoscenza del
territorio. Il C.E.A. Selva di Castelfidardo ha come struttura collegata il C.E.A.Selva di
Gallignano (che si trova a circa 30 Km) con cui è possibile collaborare realizzando insieme
progetti didattico-scientifici e storico-culturali e partecipare ad iniziative in comune su
 temi di ecologia e natura.
Negli ultimi due anni circa 100 classi della scuola materna, elementare, media, statale e
paritaria, hanno aderito alle proposte di progetti relativi alla flora e fauna del bosco,
al fiume, al mare, al percorso dei cinque sensi, all’orienteering, alla tintura naturale, con
 più di 200 incontri tra lezioni in classe, visite al bosco e al territorio limitrofo,
scoprendo la ricchezza paesaggistica offerta da quest’area. Gli alunni accolti provenivano
sia dagli Istituti di Castelfidardo che dalle scuole dei comuni limitrofi.
Inoltre l’area della Selva di Castelfidardo è un punto di riferimento anche per i cittadini
 che spesso passeggiano lungo via della Battaglia, costeggiando aree di sosta con panchine,
 e per sportivi che praticano jogging o bicicletta. Per questo è in fase di progettazione
insieme al Comune di Castelfidardo, con finanziamenti anche da parte della Regione Marche,
un percorso ciclopedonale nella zona perimetrale esterna del bosco.
In collaborazione con il Comune di Castelfidardo, la Provincia di Ancona, la Regione
Marche, il Corpo Forestale dello Stato, il Dipartimento di Scienze Ambientali
dell’Università di Camerino, si sta lavorando al progetto per istituire la Riserva
Naturale Selva di Castelfidardo, per cui si dovrà realizzare un piano di gestione della
Selva dal punto di vista faunistico, vegetazionale, forestale, naturalistico e della
prevenzione incendi. Con l’istituzione della Riserva verranno limitate quelle pratiche
oggi dannose alla conservazione della naturalità e storicità del territorio e verranno
stanziati finanziamenti annuali per la gestione del bosco per uno sviluppo sempre più
sostenibile, per una migliore fruibilità da parte della collettività e al fine di
creare nuove opportunità di lavoro.