17 Marzo 2026
NOVITA' !
Lo scorso sabato si è svolto il censimento dell’aquila reale nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. L’attività, realizzata con il coordinamento di Jacopo Angelini dell’associazione A.L.T.U.R.A. e con la collaborazione di ornitologi volontari e personale dei Carabinieri Forestali, ha riguardato per la prima volta l’intero Appennino umbro-marchigiano.
Con una apertura alare che può superare i due metri, l’aquila reale è l’uccello rapace più maestoso del Parco, dove ha avuto una crescita sorprendente, passando da appena 2 coppie nidificanti nel 1993 (anno di istituzione del Parco) alle 8 coppie accertate nel 2025, con una densità tra le più alte degli Appennini. A marzo le aquile iniziano le attività di accoppiamento e di preparazione del nido, posto su pareti rocciose inaccessibili; è quindi questo il periodo più adatto per osservarne e contarne le coppie nel loro territorio.
Tra i fattori che hanno favorito la crescita della popolazione di questi rapaci ci sono l’aumento di sensibilità per la conservazione della biodiversità, il maggior controllo assicurato nel territorio dell’area protetta e l’aumento di prede, quali lepri, volpi e piccoli di ungulati, tra cui il camoscio appenninico reintrodotto nel 2008. Restano però fattori di rischio e tra le cause di morte ci sono ancora il bracconaggio e l’elettrocuzione per contatto con linee elettriche. Su questo aspetto il Parco ha favorito nel corso degli anni l’interramento o la messa in sicurezza di elettrodotti aerei, e le linee più moderne sono costituite da cavi isolati da guaine e quindi sicuri nei confronti degli uccelli di grandi dimensioni; tuttavia, le linee più vecchie, anche se localizzate fuori dai confini del Parco, rappresentano dei rischi: proprio lo scorso 18 febbraio, infatti, è stato recuperato un individuo di aquila reale morto per elettrocuzione nelle campagne di Gualdo.
L’aquila reale è una specie protetta nell’intera Unione Europea e svolge un importante ruolo ecologico come specie al vertice della rete alimentare, migliorando le popolazioni di animali preda e come “spazzino” che, nutrendosi anche di animali morti, contribuisce a sanificare gli ecosistemi.
Al censimento ha partecipato anche il Commissario Straordinario del Parco Ing. Corrado Perugini che ha dichiarato: «La presenza di questo magnifico rapace è indice di buona salute di tutto l’ambiente, ma rappresenta anche uno straordinario elemento di valorizzazione del territorio. Osservare il suo volo tra le vette dei Sibillini è una emozione unica e un motivo in più per visitare il Parco in tutte le stagioni».
I risultati del censimento, che potranno auspicabilmente confermare il numero di 8 coppie di aquile reali registrate lo scorso anno, saranno disponibili tra qualche giorno.
Nota bene il presente testo è preso dal Sito Ufficiale del Parco dei Sibillini “sibillini.net”
L’Aquila Chrysaetos (dal greco “Aquila d’oro”), comunemente conosciuta come Aquila Reale, è l’unica sottospecie presente in Italia ed è diffusa nelle Alpi, negli Appennini, in Sicilia ed in Sardegna. Nota da sempre per la sua maestosità e fierezza, è attualmente uno dei simboli della protezione ambientale e naturalistica.
LE DIMENSIONI
Variano lievemente fra maschio e femmina. Quest’ultime sono infatti di poco più grandi. Indicativamente hanno un’apertura alare di 200-240 cm, una lunghezza (becco-coda) variabile tra 74 e 88 cm ed una massa che oscilla fra i 3 e i 5 kg. Le zampe sono robuste, con dita brevi, e sono in gran parte nascoste dal piumaggio. Il becco è tozzo e ricurvo verso il basso, potente ed affilato quanto innocuo, infatti l’arma dell’aquila sono le zampe.
L’ASPETTO (morfologia)
Il colorito del piumaggio muta con l’avanzare dell’età: nei giovani è marrone scuro con evidenti macchie bianche sotto ali e coda, mentre negli adulti il mantello va schiarendosi fino a diventare dorato nella zona delle spalle e della testa. Il passaggio definitivo dall’abito giovanile a quello adulto avviene al quinto anno di vita.
L’HABITAT
Predilige l’alta montagna (1700-2600 m), dove costruisce il suo nido al riparo di una sporgenza rocciosa o in una cavità. Quest’ultimo viene posto ad una quota più bassa della zona di caccia al fine di facilitare il trasporto delle prede di grosse dimensioni.
L’ALIMENTAZIONE
Come ogni rapace, anche l’aquila è un carnivoro. Si ciba di mammiferi di medie dimensioni come roditori, lepri, scoiattoli, volpi, piccoli ungulati e a volte anche rettili. Le prede vengono colte di sorpresa ed afferrate durante il volo di caccia a bassa quota, ma in mancanza di meglio anche le carogne prendono parte alla dieta.
LA RIPRODUZIONE
La stagione riproduttiva inizia già da febbraio con voli acrobatici di corteggiamento, formata la coppia, segue la fase di ubicazione ed edificazione dei nidi all’interno dell’areale, che verranno poi utilizzati alternativamente. Durante il periodo di deposizione e il successivo di accudimento la coppia delimita il proprio territorio escludendone anche i nati degli anni precedenti. Parlando poi dei nuovi arrivati, troviamo solitamente due pulcini. Il meccanismo naturale fa in modo che il più grande uccida il più piccolo, perchè i genitori non sarebbero in grado di mantenerli entrambi. Vengono però deposte due uova per un motivo: la sopravvivenza della specie sarebbe minata da una eventuale mancata schiusura nel caso ce ne fosse uno solo.
LE ABITUDINI
L’Aquila Reale è una specie principalmente solitaria e preda all’interno di un suo preciso areale (40-180 km2), sorvolando la zona e tendendo agguati aerei alla selvaggina. Talvolta per la caccia avviene in coppia: la prima aquila vola bassa e spaventa le prede, mentre la seconda dall’alto le localizza e si tuffa in picchiata ad afferrarle. E’ un volatile diurno con una vista acutissima (sei volte quella dell’uomo, con un campo visivo di 300 gradi), che tende a spostarsi verso le zone più calde del proprio dominio, infatti concentra la maggior parte della sua attività nella parte centrale della giornata.
















